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STRETCHING: 35 ESERCIZI A COPPIE
ESEGUITI CON MODALITà
PASSIVA - ASSISTITA
Rosario
Bellia
Fisioterapista della F.I.H.P. -
Insegnante Educazione Fisica
LO
STRETCHING
Le tecniche di allungamento passivo
sono molto diffuse perché efficaci e prive di effetti nocivi sull'apparato muscolo-tendineo. In particolare lo stretching consiste nel portare un gruppo
muscolare nella massima posizione di allungamento e mantenerlo così per un
periodo di tempo prolungato. Il presupposto teorico è che, con uno stiramento
lento, che non supera la soglia del dolore, s'impedisce ai fusi neuromuscolari
di indurre la contrazione riflessa del muscolo mentre gli organi tendinei di
Golgi, posti nella parte tendinea, reagiscono alla tensione dello stiramento
inviando segnali di rilasciamento al muscolo. Il riflesso di rilasciamento,
derivante dalla stimolazione degli organi tendinei di Golgi, consente
l'allungamento del muscolo che può così rimanere a lungo in una posizione
stirata, permettendo alla struttura connettivale del muscolo di adattarsi
all'allungamento. La risposta degli organi tendinei non è immediata, ma avviene
dopo alcuni secondi dall'inizio dell'allungamento.

COME SI ESEGUE LO STRETCHING
Ogni gruppo muscolare dovrebbe essere
messo in tensione, ripetendo la sequenza 3 o 4 volte, secondo tre fasi distinte.
1) Posizione
di tensione facile: si ricerca la posizione di allungamento in 6-8 secondi
circa.
2) Posizione
di tensione di sviluppo: si mantiene la posizione di allungamento per 20-30
secondi con il massimo rilassamento, evitando irrigidimenti e senza superare la
soglia del dolore. Si deve avvertire la sensazione che la tensione tenda
gradualmente a diminuire, avendo cura di mantenere una respirazione "naturale".
3) Ritorno
alla posizione di partenza: in 6-8 secondi circa.
PRINCIPI PER L'ALLUNGAMENTO
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Conoscere la posizione iniziale,
l'esecuzione del movimento, la struttura e la meccanica delle articolazioni
implicate è importante per l'efficacia dell'esercizio: un piede spostato o un
ginocchio ruotato possono vanificare in parte l'effetto dell'esercizio.
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Il tempo di allungamento deve
essere abbastanza lungo, in quanto la durata della trazione è direttamente
proporzionale alla capacità di deformazione del muscolo.
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Non superare la soglia del dolore.
Il dolore, che viene percepito in maniera individuale diversa, tende a
irrigidire la muscolatura per proteggerla elevando, per via riflessa, il tono
muscolare.
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Mantenere l'attenzione sulla
corretta modalità esecutiva e sul settore corporeo impegnato: evitare quindi
di chiacchierare.
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Non sentirsi in competizione con
qualcuno mentre si eseguono esercizi di allungamento.
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Inspirare profondamente ed espirare
lentamente e in modo controllato. è durante l'espirazione che si può
accentuare lo stiramento.
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In particolari situazioni di
elevata stanchezza generale eseguire lo stretching in maniera leggera:
l'accumulo di acido lattico provoca un irrigidimento della muscolatura e una
soglia di risposta più alta dei meccanismi di difesa allo stiramento.
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Non eseguire gli esercizi di
stretching a freddo; nella prima fase del riscaldamento è meglio utilizzare
semplici esercizi di mobilità attiva e solo successivamente lo stretching.
Sembra che lo stretching, eseguito in fase di riscaldamento, possa influire
negativamente sulle prestazioni che richiedono impegni di forza rapida
(velocisti, saltatori, ginnasti ecc.) perché abbassa la capacità di
attivazione del sistema nervoso centrale.
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Esercitare sia i muscoli agonisti
che antagonisti, effettuando almeno 3-4 serie per settore corporeo
interessato.
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Sollevare la stessa regione
muscolare e articolare per almeno 3 volte a settimana, perché gli effetti
positivi ottenuti con lo stretching tendono a scomparire già dopo circa 2
giorni.
GLI EFFETTI DEGLI ESERCIZI DI
FLESSIBILITà
La flessibilità è importante per
diversi motivi.
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Aiuta a prevenire o limitare gli
infortuni riducendo la tensione muscolare, attenuando dolori e contratture
muscolari, facilitando la circolazione sanguigna e favorendo il recupero dalla
fatica.
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Facilita l'apprendimento, lo
sviluppo e il perfezionamento delle abilità motorie.
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Permette alle leve corporee di
agire con la maggiore efficienza biomeccanica, consentendo maggiori
espressioni di forza e velocità. L'esecuzione dei movimenti, oltre che più
ampia, diviene così più economica, vantaggiosa, fluida ed espressiva.
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Migliora la consapevolezza del
proprio corpo e agevola il rilassamento generale.
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Eseguito al termine di un
allenamento, facilita i processi di recupero, accelerando l'eliminazione delle
scorie metaboliche. Bisogna distinguere tra effetti permanenti che influiscono
sulle capacità del muscolo, dovuto a un continuo allenamento, ed effetti
temporanei come quello che si ottiene con un riscaldamento specifico.
QUANDO ALLENARE LA MOBILITà
ARTICOLARE
Il periodo fra gli 11-14 anni, sia
per i maschi che per le femmine, è il periodo più indicato per influire sulla
flessibilità, in quanto a una massa muscolare ridotta si unisce una struttura
tendineo- legamentosa particolarmente elastica. Dopo l'adolescenza, con la
maturazione progressiva dell'apparato muscolare, questa inizia a diminuire, in
misura evidente se non allenata. Le donna mantengono comunque una mobilità
articolare generalmente maggiore dei maschi.
UN MUSCOLO "TIRA" L'ALTRO …
Lo stretching e le altre tecniche da
questo derivate sono molto utili e facilmente applicabili, ma hanno un difetto:
considerano il corpo di un individuo come un'entità formata da tanti singoli
muscoli, per cui ogni posizione mira a stirare un gruppo muscolare, senza
preoccuparsi di quanto avviene in altre parti del corpo. In realtà, gli studi di
una fisiatra francese, Françoise Mézières, dimostrano che nel corpo umano i
muscoli appaiono "concatenati" e reagiscono come un muscolo unico, il movimento di
un solo segmento provoca il coinvolgimento di tutti gli anelli di questa catena
muscolare. Durante lo stretching, di conseguenza, lo stiramento di un muscolo
andrebbe a discapito dell'accorciamento di un altro. Questo è facilmente
percepibile: flettendosi in avanti per toccarsi le punte dei piedi,
si avverte una tensione nella muscolatura posteriore delle cosce e sul dorso, ma
se si presta attenzione alla posizione della nuca si scoprirà che avrà assunto
una posizione arcuata, accorciata. Allungando la nuca si avvertirà
un'accentuazione della tensione dietro alle gambe. Agendo su un muscolo si
agisce in realtà sull'insieme del corpo.
Negli sport nei quali troviamo uno
scontro fisico diretto, la muscolatura funge anche come protezione dall'azione
dell'avversario. Quindi anche per questa ragione il muscolo ha tendenza ad
accorciarsi (Karin Albrecht).
Di seguito viene riportato un
programma di esercizi di stretching (particolarmente indicati per il
pattinaggio a rotelle), da eseguire in modalità passiva - assistita a
coppie.
Questi esercizi sono a livello
esemplificativo; ogni allenatore, con la propria esperienza saprà ampliare la
casistica.
L'obiettivo oltre all'estensibilità
muscolare per ottenere risultati sportivi ottimali, è quello di prevenire
infortuni e sovraccarico delle strutture tendinee e legamentose (fascite
plantare, sindrome del comparto anteriore della gamba – tibiale anteriore,
pubalgia, "contrattura" flessori o adduttori femorali o ileo-psoas, lombalgie,
tendinite (t. rotuleo, t. d'Achille, ecc.).
La scelta degli
esercizi deve tenere in considerazione: l'età, la preparazione fisica
dell'atleta e se vengono effettuati prima o dopo della competizione-allenamento.
Scegliere 5 -6
esercizi da effettuare, quelli che l'atleta percepisce più efficaci o dove trova
più difficoltà; se lo stretching viene effettuato dopo l'attività fisica cercare
di allungare i muscoli che hanno lavorato di più in accorciamento.
Gli esercizi a coppie
in genere hanno come condizione base una buona capacità di collaborazione e
fiducia degli atleti e questo ancor più se si effettuano esercizi di
allungamento muscolare passivo, perchè si potrebbe incorrere in incidenti
muscolari. Per prevenire qualsiasi problema ed avere la massima efficacia
bisogna seguire le seguenti indicazioni:
1) gradualità di
sviluppo della tensione muscolare
2) rispetto
delle sensazioni di difficoltà del compagno ("dolore piacevole"), il
quale deve dare le indicazioni in tutte le fasi degli esercizi
3) tenere
la posizione finale del movimento il tempo "efficace"
4) durante
gli esercizi curare la respirazione che deve essere profonda e rilassata
5) iniziare
dagli esercizi meno impegnativi.
Gli esercizi che
vengono scelti sono ripetuti 4 volte con una progressione temporale che prevede:
4 - 6 secondi per raggiungere la posizione di massimo allungamento (quindi
lentamente), tenere la posizione per 15 – 30 secondi, poi un ritorno lento ed
una fase di riposo di 20 - 30 secondi.
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ESECUZIONE |
Tipologia impegno motorio |
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1) dalla
posizione seduto con gli arti inferiori distesi ed uniti, cercare di
avvicinare le mani verso i piedi mentre il compagno asseconda il movimento
con le mani in appoggio accanto alla colonna vertebrale nel tratto
dorsale. |
Allungamento della catena cinetica posteriore ed in particolare dei
flessori del femore, gluteo e i muscoli del dorso. |
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2) dalla posizione seduto con la pianta dei piedi a contatto, impugnando
le caviglie e con la colonna vertebrale diritta; il compagno con appoggio
delle mani sulle ginocchia cerca di aiutare l'abduzione delle ginocchia. |
Allungamento degli adduttori e dei muscoli intrarotatori del femore. |
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3) dalla posizione seduto a gambe distese ed incrociate, allungarsi
strisciando le mani al suolo; il compagno con le mani in appoggio accanto
alla colonna vertebrale nel tratto dorsale aiuta il raggiungimento della
posizione di massimo allungamento. Ripetere in modo simmetrico. |
Allungamento della catena cinetica posteriore ed in particolare dei glutei
e del quadrato dei lombi. |
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4) dalla posizione in decubito supino braccia lungo i fianchi arti
inferiori distesi, il compagno impugnando con una mano il piede e con
l'altra il ginocchio dello stesso arto, flette il ginocchio in intrarotazione, con l'asse della tibia parallela all'asse delle spalle. |
Allungamento dei glutei, dei muscoli intrarotatori del femore e degli
adduttori. |
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5) dalla posizione in decubito supino braccia lungo i fianchi, andare in
massima raccolta dietro a gambe unite semi flesse: il compagno fissa la
posizione e impugnando i piedi uniti. Se l'allungamento e' insufficiente,
si può traslare in avanti il bacino aiutandosi con l'avambraccio libero. |
Allungamento della catena cinetica posteriore in maniera totale. |
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6) dalla posizione seduto a gambe divaricate e distese, flettere il busto
in avanti verso un piede alla volta, scivolando con le mani ai lati delle
gambe; il compagno appoggiando le mani aperte ai lati della colonna
vertebrale nel tratto dorsale aiuta a raggiungere la posizione di massimo
allungamento. Ripetere in modo simmetrico. |
Allungamento della catena cinetica posteriore e dei muscoli rotatori del
tronco. |
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7) dalla posizione seduto a gambe divaricate e distese, flettere il busto
in avanti centralmente lungo la bisettrice dell'angolo al centro dei
femori scivolando con le mani al suolo; il compagno appoggiando
le mani aperte ai lati della colonna vertebrale nel tratto dorsale aiuta a
raggiungere la posizione di massimo allungamento. |
Allungamento della catena cinetica posteriore nella sua totalità. |
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8) dalla posizione seduto con un arto inferiore disteso e l'altro piegato
con la pianta del piede a contatto con il ginocchio opposto, flettere il
busto in avanti verso il piede dell'arto allungato con le mani che
scivolano al suolo accanto al ginocchio esteso; il compagno appoggiando le
mani aperte ai lati della colonna vertebrale nel tratto dorsale aiuta a
raggiungere la posizione di massimo allungamento. |
Allungamento della catena cinetica posteriore, dei glutei e degli
adduttori in particolare. |
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9) dalla posizione seduto con un arto inferiore disteso e l'altro piegato
ed extraruotato all'indietro (posizione ad ostacolista), flettere il busto
in avanti verso il piede dell'arto allungato con le mani che scivolano al
suolo accanto al ginocchio esteso; il compagno appoggiando le mani aperte
ai lati della colonna vertebrale nel tratto dorsale aiuta a raggiungere la
posizione di massimo allungamento. |
Allungamento della catena cinetica posteriore, extrarotatori del femore. |
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10) dalla posizione supina con le braccia lungo i fianchi e gli arti
inferiori estesi che formano un angolo retto con il tronco sostenuti dal
compagno, questi facendo una flessione dorsale dei piedi estende le
ginocchia unite del soggetto |
Allungamento della catena cinetica posteriore. |
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11) dalla posizione supina con le braccia lungo i fianchi e gli arti
inferiori estesi, uno al suolo e l'altro sostenuto dal compagno che cerca
di fargli raggiungere un angolo di 90º ed oltre con il ginocchio esteso,
spingendo dal piede e bloccando il ginocchio dell'arto al suolo. |
Allungamento della catena cinetica posteriore con particolare azione sui
flessori femorali e sull'ileopsoas. |
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12) come l'esercizio precedente, ma direzione della spinta al piede con
arto inferiore esteso e' oltre la direzione della spalla, in abduzione
forzata. |
Allungamento della catena cinetica posteriore con particolare azione sugli
adduttori femorali.
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13) dalla posizione supino con le braccia in fuori arti inferiori estesi,
avvicinare un piede alla volta verso la mano del lato opposto; il compagno
con le mani in appoggio alla spalla ed impugnando il piede o il ginocchio
cerchera' di aiutare il soggetto a tenere la posizione di massimo
allungamento |
Allungamento dei muscoli rotatori del tronco e dei flessori femorali.
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14) dalla posizione seduto con un arto inferiore esteso e l'altro flesso e
il piede oltre la linea del ginocchio al suolo, con la mano omolaterale al
ginocchio flesso al suolo dietro e l'altra che impugna la parte esterna
del ginocchio; il compagno fissa la posizione di massima torsione del
busto. |
Allungamento dei muscoli rotatori del tronco. |
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15) dalla posizione in decubito supino con le ginocchia accavallate in
massima raccolta; il compagno asseconda la flessione delle ginocchia con
una pressione sul ginocchio inferiore. |
Allungamento dei muscoli posteriori della colonna vertebrale e dei glutei. |
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16) dalla posizione seduto con gli arti inferiori semi piegati, flessione
del busto avanti con le braccia che strisciano al suolo fra i piedi; il
compagno con le mani ai lati della colonna vertebrale nel tratto dorsale
asseconda la posizione di massimo allungamento. |
Allungamento della catena cinetica posteriore e degli adduttori femorali. |
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17) dalla posizione in decubito supino con un arto inferiore disteso e
l'altro flesso con il ginocchio verso il torace e le braccia allungate
accanto ai fianchi;
il compagno bloccando il ginocchio della gamba estesa a contatto del suolo
con l'altra mano al ginocchio flesso cerca di assecondare il movimento di
flessione fino al limite del movimento. |
Allungamento dei muscoli della zona lombare e del muscolo ileopsoas del
lato dell'arto esteso.
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18) dalla posizione in decubito supino con un arto inferiore esteso e
l'altro con il ginocchio piegato ed extraruotato in appoggio al suolo; il
compagno con le mani una sulla cresta iliaca dell'arto inferiore esteso e
l'altra sul ginocchio abdotto cerca di assecondare il movimento di
abduzione. |
Allungamento dei muscoli adduttori. |
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19) dalla posizione in decubito prono con un arto inferiore esteso e
l'altro flesso; il compagno con una mano al bacino e l'altra impugnando il
piede cerca di avvicinarlo verso il gluteo. Se il movimento e' fatto con
troppa facilita' si prende il ginocchio dell'arto flesso e si estende fino
al limite del movimento. |
Allungamento del muscolo ileopsoas e del retto dell'addome. |
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20) dalla posizione di decubito prono con un arto inferiore esteso e
l'altro flesso ed abdotto; il compagno con una mano al bacino e l'altra
impugnando il piede cerca di avvicinarlo verso il gluteo. Se il movimento
e' fatto con troppa facilita' si prende il ginocchio dell'arto flesso e si
estende fino al limite del movimento. |
Allungamento del muscolo ileopsoas, retto dell'addome ed estensori della
coscia. |
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21) dalla posizione di decubito prono con un arto esteso e l'altro flesso;
il compagno impugna la caviglia dell'arto flesso e sostenendo il ginocchio
un po' alzato realizza una intrarotazione della gamba. |
Allungamento dei muscoli intrarotatori del femore (piramidale). |
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22) dalla posizione in decubito laterale con gli arti inferiori estesi; il
compagno da dietro impugnando la caviglia dell'arto flesso estende
l'articolazione dell'anca cercando di avvicinare il piede verso i glutei
(variante dell'esercizio con l'arto inferiore abdotto). |
Allungamento del muscolo ileopsoas, retto dell'addome ed estensori della
coscia.
Allungamento del muscolo ileopsoas, retto dell'addome, estensori della
coscia e adduttori femorali. |
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23) dalla posizione seduto di fronte al muro o alla spalliere con gli arti
inferiori divaricati; il compagno con le mani aperte nella zona lombare
cercherà di assecondare il movimento di abduzione massima. |
Allungamento dei muscoli adduttori del femore. |
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24) dalla posizione in ginocchio con le mani al suolo dietro; il compagno
aiuta a sporgere le spalle all'indietro, per raggiungere la posizione di
massima estensione della colonna vertebrale.
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Allungamento dei muscoli estensori della coscia e del retto dell'addome. |
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25) dalla posizione su un ginocchio e l'altro piede al suolo, estensione
del tronco all'indietro; il compagno aiuta il movimento per raggiungere la
massima estensione dietro.
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Allungamento dei muscoli estensori della coscia, retto dell'addome e
tibiale anteriore. |
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26) dalla posizione in ginocchio seduto sul piede di un arto inferiore,
l'altro con il ginocchio esteso in abduzione, avvicinare le mani verso
l'arto esteso; il compagno aiuta a mantenere la posizione di massima
estensione in equilibrio.
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Allungamento degli adduttori femorali e dei rotatori del tronco. |
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27) dalla posizione in decubito supino con gli arti inferiori flessi con
le piante dei piedi a contatto braccia lungo i fianchi; il compagno
impugnando le caviglie cerca di assecondare il movimento di massima
raccolta al petto. |
Allungamento muscoli adduttori femorali e della zona lombare. |
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28) dalla posizione in decubito prono braccia in fuori con il capo in
torsione verso il lato opposto a dove e' il compagno; il compagno
impugnando la caviglia cerca di avvicinare il piede alla spalla opposta e
prende punto fermo sull'altra spalla, fino a raggiungere la massima
estensione.
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Allungamento dei muscoli rotatori del tronco, dell'ileopsoas e retto
femorale. |
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29) dalla posizione in decubito supino con le ginocchia flesse in massima
raccolta; il compagno impugnando le ginocchia asseconda il movimento di
massima raccolta (posizione ad uovo). |
Allungamento dei muscoli della zona lombare. |
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30) dalla posizione seduto ad arti inferiori divaricati flessione del
tronco cercando di toccare con la mano opposta il piede; il compagno
asseconda il movimento ed aiuta il mantenimento della posizione di massima
flessione. |
Allungamento dei muscoli adduttori femorali e dei rotatori del tronco. |
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31) dalla posizione in ginocchio con il piede dell'altro arto a contatto
al suolo e le braccia distese avanti in appoggio al suolo cercare la
massima estensione; il compagno aiuta il movimento e il mantenimento
dell'equilibrio. |
Allungamento dei muscoli della catena cinetica posteriore, del tibiale
anteriore. |
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32) dalla posizione in decubito prono con le ginocchia flesse; il compagno
impugnando le caviglie cerca di extraruotare le gambe simultaneamente. |
Allungamento degli extrarotatori del femore e dei glutei (stabilizzatori
del bacino). |
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33) dalla posizione seduto con un arto inferiore in posizione ad
ostacolista e l'altro flesso con il piede a contatto della coscia opposta,
estendere il tronco all'indietro; il compagno sostenendo dalle spalle
cerca di assecondare l'estensione. |
Allungamento dei muscoli extrarotatori del femore, degli adduttori, dell'ileopsoas
e del retto dell'addome. |
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34) dalla posizione seduto con un arto inferiore in posizione ad
ostacolista e l'altro flesso con il piede a contatto della coscia opposta,
flettere il tronco in avanti lungo la linea mediana fra le ginocchia; il
compagno appoggia le mani aperte alle scapole e cerca di arrivare al
limite del movimento. |
Allungamento dei muscoli della catena cinetica posteriore, degli
adduttori.
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35) dalla posizione supino con le ginocchia flesse ed unite; il compagno
sostenendo sia le ginocchia che i piedi uniti aiuta l'inclinazione del
bacino da un lato alla volta. |
Allungamento del quadrato dei lombi e degli stabilizzatori del bacino. |
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Nicoletta Falcone
Campionessa Europea
Campionessa e primatista mondiale
300 m cronometro 2007 (Cali –
Colombia) |
Simone Bellia
Campione Europeo
Campione mondiale 200 m cronometro
e 500 m sprint 2005 (Suzhou – Cina) |
BIBLIOGRAFIA
-
S. Lachmann: Lesioni dei tessuti
molli in medicina dello sport - Ediz. Momento medico, 1989, Roma
-
R.G. Danowski, J.C. Chanussont:
Traumatologia dello sport – Ediz. Masson, 2000, 5° edizione, Milano
-
Bob Anderson: Stretching -
Ediz. Mediterranee, 1982, Roma
-
R. Bellia: Lo stretching nel
karate - Stampato in proprio – 1989, Bergamo
-
S. Ferrari, Pillastrini, Vanti:
Riabilitazione integrata delle lombalgie - Ed Masson, 2002, Milano
-
Rampa, Solvetti: Fairplay –
Ed. Juvenilia, 2007, Milano
-
Stefano Zanoli: Scienze della
natura – Ed. Le Monnier, 2006, Firenze.
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