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LO SCHELETRO
Testo e disegni di Stelvio Beraldo
LE OSSA
Costituiscono lo
scheletro l'insieme delle
strutture ossee del corpo aventi funzione di sostegno e di
protezione dei tessuti molli.
Le ossa, grazie alla connessione con
il sistema muscolare, funzionano da leve consentendo il movimento.
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ESTERNAMENTE LE OSSA SI DISTINGUONO in (Figura):
- ossa lunghe:
se la lunghezza prevale sulle altre dimensioni
- ossa piatte o
larghe: se la larghezza e la lunghezza prevalgono
sullo spessore
- ossa brevi:
se le tre dimensioni sono pressoché uguali.
Delle ossa lunghe viene convenzionalmente
definita diafisi
o corpo la parte principale ed epifisi
le due parti estreme (Figura).
La definizione di creste, linee, spine,
tuberosità, bozze viene utilizzata
per definire le varie sporgenze che un osso presenta. Il
termine
apofisi, spesso utilizzato per
sostituire tutti quelli precedenti, dovrebbe essere
riferito a sporgenze particolarmente voluminose e
marcate.
Le cavità
presenti nelle ossa possono essere articolari e non, a
seconda se fanno parte o meno di un'articolazione. Le
cavità non articolari possono offrire inserzione ai
tendini oppure accogliere organi o rendere l'osso più
leggero senza diminuirne la resistenza.
La
CONFORMAZIONE INTERNA DELLE OSSA presenta tre
tipi di tessuto osseo (Figura):
- tessuto osseo
compatto: risultante dalla sovrapposizione di
numerose lamelle ossee
- tessuto osseo
spugnoso: costituito da tante piccole cavità, delimitate
dall'intreccio di lamelle ossee
- tessuto osseo
reticolare: simile al precedente ma con cavità maggiori.
L'osso è una struttura dinamica in
continua trasformazione, infatti è provvisto
di vasi arteriosi e venosi, vasi linfatici e nervi.
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L'OSSO
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In relazione alla loro
DISPOSIZIONE SCHELETRICA le ossa costituiscono
(Figura):
TESTA: situata superiormente al collo e
articolata mediante l'osso occipitale alla prima
vertebra cervicale (atlante) si suddivide in:
-
Neurocranio: parte superiore e posteriore
costituita da otto ossa, quattro impari (frontale,
etmoide, sfenoide, occipitale) e due pari (temporali e
parietali).
-
Splancnocranio: parte anteriore costituita da
quattordici ossa, due impari (mandibola e vomere) e sei
pari (mascellari superiori, zigomatiche, lacrimali,
cornetti inferiori, nasali, palatine).
TRONCO, formato da:
- Colonna
vertebrale: insieme
delle vertebre incolonnate lungo la linea mediana
posteriore tra il capo ed il bacino. La colonna
vertebrale si suddivide in segmenti relativi alla
regione del corpo che attraversano. La colonna
vertebrale si suddivide in:
-
tratto cervicale (collo): composto da 7 vertebre
(le prime due sono l'atlante e l'epistrofeo);
-
tratto dorsale (dorso): composto da 12 vertebre;
-
tratto lombare (lombi): composto da 5 vertebre;
-
tratto sacrale (sacro): composto da 5 vertebre;
-
tratto coccigeo (coccige): composto da 4-5
vertebre. Sia le vertebre sacrali che le vertebre
coccigee sono saldate tra di loro.
-
Ossa del cinto toracico: collegamento tra l'arto
superiore ed il tronco. È formato da:
-
clavicola: osso pari e appiattito articolato tra
la parte alta dello sterno e l'acromion della scapola;
- scapola:
osso piatto e triangolare situato nella regione
superiore laterale del dorso. Nel suo angolo esterno si
articola con l'omero e con la clavicola, rispettivamente
con la cavità glenoidea e l'acromion.
-
Gabbia toracica: insieme delle ossa che
costituiscono lo scheletro della regione toracica e
dorsale. È costituita dalle
vertebre
dorsali, dalle
costole
e dallo
sterno
(osso impari simmetrico costituente la parte anteriore
della gabbia toracica. Su di esso si di articolano le
clavicole e le costole). |
LO SCHELETRO
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- Bacino:
complesso osseo, formato dalle due ossa
iliache e dall'osso sacro, su cui si articolano gli arti
inferiori e la colonna vertebrale. La parte inferiore dell'osso
iliaco viene denominata
pube.
ARTI SUPERIORI,
comprendenti:
- Omero:
osso lungo costituente la parte scheletrica del braccio. Si articola
tra la cavità glenoidea della scapola e l'una e radio
dell'avambraccio.
- Radio:
osso lungo che, insieme all'ulna, costituisce la parte scheletrica
dell'avambraccio. Si articola tra l'omero, l'ulna ed il carpo.
- Ulna:
osso lungo che, insieme al radio, costituisce lo scheletro
dell'avambraccio. Si articola sul radio e tra l'omero ed il carpo.
- Carpo:
regione della mano compresa tra l'articolazione del polso ed il
metacarpo. Si compone di otto ossa: scafoide,
semilunare, piramidale, piriforme, trapezio, trapezoide,
grande osso e uncinato.
- Metacarpo:
regione della mano che congiunge il carpo alle falangi. Dal punto di
vista scheletrico è composta da cinque ossa.
- Falangi:
segmenti ossei che compongono le dita della mano. Sono tre per ogni
dito, rispettivamente falange, falangina, e
falangetta. Fa eccezione il pollice che ne ha due.
ARTI INFERIORI,
comprendenti:
- Femore:
osso lungo della coscia che si articola tra l'osso iliaco, tibia e
rotula.
- Rotula:
osso piatto della regione anteriore del ginocchio.
- Tibia:
osso lungo che, insieme al perone, costituisce la parte scheletrica
della gamba. Si articola tra il femore e rotula (ginocchio) ed il
perone e l'astragalo (caviglia).
- Perone:
osso lungo che insieme alla tibia costituisce la parte scheletrica
della gamba. Situato esternamente alla tibia, si articola tra la
parte superiore di questa e l'astragalo del piede.
- Tarso:
regione del piede compresa tra l'articolazione della caviglia ed il
metatarso. Si compone di sette ossa: astragalo
(situato nella regione del calcagno, articolato superiormente con la
tibia), calcagno (situato
nell'estremità postero-inferiore del piede. Si articola con
l'astragalo ed il cuboide. Forma la protuberanza del tallone),
scafoide, cuboide e le tre ossa cuneiformi.
- Metatarso:
regione del piede che congiunge il tarso alle falangi. Dal punto di
vista scheletrico è composto da cinque ossa.
- Falangi:
segmenti ossei che compongono le dita del piede. Sono tre per ogni
dito, rispettivamente falange, falangina, e
falangetta. Fa eccezione l'alluce che ne ha due.
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LE
ARTICOLAZIONI
Le articolazioni costituiscono il
sistema di connessione tra due o più segmenti
ossei.
Nell'esame di una articolazione vanno
presi in considerazione le superfici articolari e i mezzi di
connessione.
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In base al grado di
mobilità che permettono le superfici di contatto,
le
articolazioni vengono classificate come (Figura):
-
DIARTROSI,
articolazioni mobili, possono avere diversa forma ed
effettuare diversi movimenti:
- Trocleo-artrosi,
una gola concava (troclea) entro la quale si inserisce
un una faccia convessa a forma di rocchetto (es.: tra la
troclea omerale e l'ulna). Consente movimenti di
flessione ed estensione.
- Trocoide,
un cilindro osseo avvolto da un anello fibroso che
scorre su una superficie leggermente cava (es.: tra il
capitello del radio e l'ulna; tra l'atlante
l'epistrofeo). Consente movimenti di pronazione e di
supinazione.
- A sella,
due superfici aventi ognuna due curvature, una concava e
l'altra convessa (es.: tra il carpo ed metacarpo del
pollice; tra lo sterno e la clavicola). Consente
movimenti di flessione, estensione, abduzione e
adduzione.
-
Condilo-artrosi, una sporgenza convessa allargata
(ovoidale) entro una superficie concava anch'essa
allargata (es.: tra il radio e il carpo; tra il
metacarpo e le falangi; l'articolazione del ginocchio).
Consente movimenti di flessione, estensione, abduzione e
adduzione.
-
Enartrosi, superficie sferica (testa) entro una
cavità (es.: l'articolazione dell'anca; tra la scapola e
l'omero). Consente movimenti di flessione, estensione,
abduzione, adduzione, rotazione esterna e rotazione
interna.
- ANFIARTROSI,
articolazioni semimobili, sono generalmente costituite da superfici
ossee pianeggianti o quasi, con l'interposizione di un disco
cartilagineo (es.: tra le vertebre). Consentono piccoli movimenti in
tutti i sensi.
- SINARTROSI,
immobili, non hanno una vera e propria meccanica articolare. A
seconda se tra le due ossa è interposto tessuto cartilagineo oppure
tessuto connettivale semplice si dividono in
sicondrosi e in suture (es.: tra
le ossa del cranio).
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TIPI DI ARTICOLAZIONI
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I
MEZZI DI CONNESSIONE tra le articolazioni sono
(Figura):
- la
capsula articolare, manicotto di tessuto
connettivo denso, che si inserisce tra i segmenti ossei
in connessione rivestendo completamente l'articolazione;
- i
legamenti, cordoni fibrosi che uniscono un capo
osseo con l'altro. Sono molto resistenti e possono
situarsi all'interno o all'esterno della capsula
articolare;
- i
tendini dei muscoli che si inseriscono in stretta
vicinanza della rima articolare di un osso, insieme alla
capsula articolare ed ai legamenti, permettono
all'articolazione una maggiore stabilità;
- le
cartilagini articolari, generalmente cartilagine
ialina o fibrosa, rivestono le superfici articolari. In
alcune articolazioni si frappone anche un disco
cartilagineo (es.: articolazione del ginocchio). La
cartilagine articolare è soffice, compressibile,
estensibile e deformabile. Inoltre tende a riacquistare
sempre il suo spessore di riposo;
- la
membrana sinoviale secerne un liquido vischioso
che ha lo scopo di facilitare lo scorrimento tra le due
superfici a contatto. |
STRUTTURA SCHEMATICA DI UNA ARTICOLAZIONE
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LE
ARTICOLAZIONI DEL CORPO UMANO sono (Figura):
Articolazioni del busto:
- articolazioni del capo
(occipito-atlantoidea ed atlanto-epistrofea);
- articolazioni della
colonna vertebrale (intervertebrali);
- articolazioni
vertebro-costali;
- articolazioni
costo-sternali.
Articolazioni degli arti superiori:
- complesso articolare
della spalla (sterno-clavicolare, acromio-clavicolare e
scapolo-omerale);
- articolazione del gomito
(omero-radio-ulnare superiore);
- articolazione del polso
(radio-carpica e radio-ulnare inferiore);
- articolazioni della
mano.
Articolazioni degli arti inferiori:
- articolazione dell'anca
(coxo-femorale);
- articolazione del
ginocchio (femoro-rotuleo-tibiale);
- articolazione della
caviglia (tibio-tarsica e peroneo-tibiale inferiore);
- articolazioni del piede. |
LE PRINCIPALI
ARTICOLAZIONI
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