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ESERCIZIO DI PIEGAMENTO DELLE GAMBE (SQUAT)
Testo e disegni di Stelvio Beraldo
Il
PIEGAMENTO GAMBE è uno degli
esercizi fondamentali (di base) per chi desidera migliorare la propria
efficienza neuromuscolare (forza e ipertrofia). Non ci stancheremo mai di
ripetere che una tecnica esecutiva
corretta consente di prevenire i traumi muscolari e articolari e di
ottenere l'effettivo massimo risultato nel peso sollevabile.
I muscoli delle cosce
(in evidenza i muscoli che intervengono
dinamicamente nel piegamento gambe)

Principali interventi muscolari dinamici nel
piegamento gambe
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Azione della coscia
(estensione):
- Grande gluteo
- Piriforme
- Quadrato femorale
- Grande adduttore
- Semitendinoso
- Semimembranoso
- Bicipite femorale (capo
lungo).
Il
Semitendinoso, Semimembranoso e Bicipite femorale
si inseriscono soprattutto nella seconda fase della risalita. |
Azione della gamba
(estensione):
- Quadricipite femorale
(Vasto laterale, Vasto mediale, Vasto intermedio e Retto anteriore).
Il
Retto anteriore si inserisce soprattutto
nella seconda fase della risalita. |
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Percentuale di fibre lente e veloci presente in
alcuni muscoli
che agiscono dinamicamente nel piegamento gambe
(*)
(da Pierrynowski e Morrison integrata con Johnson e coll.)
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MUSCOLO |
%ST |
%FTa |
%FTb |
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Grande gluteo
Piriforme
Grande adduttore
Semitendinoso
Semimembranoso
Bicipite femorale
Quadricipite femorale:
- Retto femorale
- Vasto intermedio
- Vasto mediale
- Vasto laterale |
50
50
55
50
50
65
45
50
50
45 |
20
20
15
15
15
10
15
15
15
20 |
30
30
30
35
35
25
40
35
35
35 |
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(*)
ST
= fibre lente
FTa
= fibre veloci con alto potenziale metabolico ossidativo e glicolitico
FTb
= fibre veloci con alto potenziale prevalentemente glicolitico |
VARIE MODALITÀ ESECUTIVE DEL PIEGAMENTO GAMBE
Posizione del bilanciere
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1) Bilanciere avanti
sul petto (front squat): costringe il busto ad una
posizione più verticale e, quindi, a utilizzare maggiormente i muscoli
estensori delle gambe e delle cosce. Inoltre, la maggiore verticalità del
busto diminuisce il carico sulle vertebre lombari. Aumenta anche la
sicurezza esecutiva in quanto, in caso di sbilanciamento dell’atleta in
avanti o indietro, basta semplicemente aprire le mani perché il bilanciere
cada a terra. Per sostenere correttamente l'asta e mantenere il busto
eretto, vanno sempre tenuti i gomiti sollevati in avanti.
2) Bilanciere dietro
sulle spalle (back squat): può richiedere
l'assistenza di un partner che si pone dietro, intervenendo solo se il
corpo si sbilancia eccessivamente in avanti. Se lo sbilanciamento del
corpo avviene verso dietro è sufficiente aprire le mani per far cadere il
bilanciere a terra. |
Profondità di piegamento più utilizzate
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Il piegamento può essere
eseguito su diversi angoli di
escursione articolare:
- Fino a 85-90°
all’angolo del ginocchio:
viene utilizzato essenzialmente per migliorare la Forza rapida (esplosiva
ed esplosiva - elastica) dove la metodologia richiede una esecuzione
concentrica al massimo della velocità possibile.
- Fino a coscia
parallela al suolo:
viene utilizzato particolarmente per i principianti in quanto risulta
agevolata la capacità di mantenere i giusti equilibri del corpo.
- Fino al piegamento
completo: è tipico
per le esercitazioni di Forza massima e ipertrofia.
L'utilizzo di un rialzo
per fissare l'ampiezza del piegamento prestabilito può
determinare una perdita di tensione muscolare. soprattutto nei muscoli
estensori del busto, nel momento in cui si viene a contatto con
l'attrezzo. |
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Lo spessore sotto i talloni: spesso inutile e
pericoloso
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Se non si dispone di
scarpe specialistiche, e in presenza di effettiva scarsa articolabilità
delle caviglie, si può porre sotto i talloni una tavoletta dello spessore di 1-3 cm. In questo caso
assume utilità solo se il piegamento gambe
è completo (massima accosciata).
Per garantire la massima
stabilità larghezza e peso della tavola devono essere adeguati. Se troppo
stretta e leggera, o posta troppo vicino al bordo posteriore dei talloni,
potrebbe ribaltarsi durante l’esecuzione.
Sicuramente più idonei
risultano 2 dischi di ferro di altezza
adeguata (solitamente da 2,5-5 kg). |
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LE VARIE FASI DEL PIEGAMENTO GAMBE COMPLETO (squat)
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1a
Fase: "Stacco" del bilanciere dai supporti
Lo “stacco” iniziale del
bilanciere dai supporti
(cavalletti), come anche il suo riposizionamento dopo aver eseguito
l’esercizio, è una fase importante e troppo spesso eseguita
frettolosamente, creando i presupposti di possibili traumi alla colonna
vertebrale.
Ci si pone davanti
all’asta impugnandola con il passo ritenuto il più idoneo a mantenerla ben
poggiata sulle spalle (solitamente leggermente più largo delle stesse) e
posizionando i piedi distanti circa la larghezza del bacino con tutta la
pianta sempre poggiata a terra, in modo che la perpendicolare al suolo
dell’asta cada sull’arco plantare (a).
Il busto deve risultare
esteso (b) con la testa in linea e lo sguardo al disopra dell'orizzontale
(c). |
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2a
Fase: Piegamento
- Dopo avere posto il
bilanciere sulle spalle allontanarsi dai supporti verso dietro a piccoli
passi (la distanza di sicurezza è di almeno 120-130 cm.). Disporre i piedi
distanti circa la larghezza delle spalle con le punte ruotate leggermente
in fuori e tutta la pianta ben poggiata a terra.
-
Mantenendo sempre il busto eretto e quanto più possibile verticale,
con la testa leggermente sollevata per
tutta la durata dell’esercizio (il sollevamento della testa favorisce
l’automatica estensione dorsale del busto), eseguire il piegamento
mantenendo le cosce ben divaricate. La
direzione di piegamento delle cosce deve
risultare sulla stessa linea della pianta dei piedi (la flessione del capo
e l’avvicinamento delle ginocchia favoriscono l’inclinazione del busto in
avanti e lo sbilanciamento di tutto il corpo).
- Nell’inversione del
movimento dalla massima accosciata, non sfruttare
il “rimbalzo” dovuto alla reazione elastica del tendine rotuleo. Lo
stiramento violento e sistematico del tendine è una delle cause di traumi
dovute a questo esercizio.
- Utilizzare un
ritmo esecutivo uniforme e ben
controllato. |
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3a
Fase: Risalita
Per mantenere la massima
stabilità e per concentrare il lavoro sui muscoli delle cosce:
- Eseguire la
fase di risalita portando il bacino per
avanti-alto, mantenendo sempre il busto eretto
e quanto più possibile verticale, la testa
leggermente sollevata e le cosce ben
divaricate.
- Utilizzare ancora un
ritmo esecutivo uniforme e ben
controllato. |
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4a
Fase: Riposizionamento
del bilanciere sui supporti
Avviene nella stessa
modalità con cui si è eseguito lo "stacco" prima di iniziare l'esercizio.
A piccoli passi si torna
verso i supporti e si posiziona il centro della pianta dei piedi (distanti
circa la larghezza del bacino con tutta la pianta sempre poggiata a
terra), sulla linea immaginaria che unisce il centro dei 2 supporti (a).
Il busto deve risultare
esteso (b), con la testa in linea e lo sguardo al disopra dell'orizzontale
(c). |
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Sintesi delle varie fasi del piegamento gambe
completo
Per la FORZA RAPIDA il piegamento gambe è necessariamente ridotto a 85-90°
all'angolo del ginocchio. In questo modo alla rapidità esecutiva si può sommare
la massima risposta "pliometrica" del muscolo Quadricipite femorale (Figure):
-
Forza esplosiva
quando il sollevamento o lo spostamento veloce di un carico (anche del corpo)
inizia da situazione di immobilità (esempio: partenza dai blocchi di uno
sprinter);
-
Forza esplosiva elastica
quando vi è azione pliometrica della muscolatura
con movimenti articolari accentuati (es.: salto in alto, balzi) eseguiti alla
massima velocità. Nell'azione pliometrica, ad una veloce azione eccentrica segue
una rapidissima azione concentrica (inversione di movimento). Questo permette di
utilizzare una ulteriore percentuale di forza espressa dalla componente elastica
dei muscoli, energia che era stata accumulata nella fase eccentrica.
Il semipiegamento gambe a 85-90° per
la forza rapida
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Forza esplosiva |
Forza
esplosiva-elastica |
IL PIEGAMENTO GAMBE ESEGUITO CON LE MACCHINE
Leg press con estensione finale delle gambe in linea
col busto
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Esercizio simile al
classico piegamento gambe con bilanciere sulle spalle, anche se
meno efficace nel coinvolgimento
intermuscolare e nel miglioramento coordinativo.
Si caratterizza per la
possibilità di facilitare l'esecuzione ai
principianti e nel contempo scaricare parzialmente il carico gravante
sulla colonna vertebrale.
La
posizione dei piedi risulta fondamentale
al fine di non creare tensioni anomale sull'articolazione del ginocchio
(vedi "Piegamento gambe completo"). |
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Leg press con estensione finale delle gambe a 90°
col busto
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La posizione dove la
massima estensione delle gambe nel finale risulta di circa 90° col busto
comporta una ridotta escursione
(estensione) delle cosce (a) rispetto a
quella possibile (b).
Pertanto gran parte dei
muscoli impegnati eseguiranno un lavoro parziale che
risulterà ulteriormente ridotto dal fatto che la
fase di massima flessione delle cosce sul busto avvicina i capi
estremi di inserzione del muscolo Retto anteriore
(Re) del Quadricipite femorale, del
Bicipite femorale, Semitendinoso e Semimembranoso (Es).
Anche il
Grande gluteo (Gl), che ha il vantaggio di
partire da una tensione ottimale (capi estremi allontanati), viene
penalizzato dalla ridotta escursione (estensione) effettuata dalle cosce.
I muscoli totalmente
impegnati sono i Vasti del Quadricipite
femorale (Vasto intermedio, Vasto laterale e Vasto mediale)
(Va). |

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Piegamento gambe al MultiPower
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Viene utilizzato
essenzialmente per applicare i metodi delle Forza rapida su angoli
articolari molto aperti (mediamente 85-90°).
Non andrebbe, invece,
utilizzato per i piegamenti profondi in quanto la traiettoria verticale
obbligata potrebbe determinare carichi eccessivi sulle articolazioni delle
ginocchia e sulla colonna vertebrale.
In particolare,
l'esecuzione con i piedi posti fuori della
perpendicolare dell'asta comporta una linea di forza che spinge in
avanti i femori esercitando una forte pressione sulle strutture articolari
delle ginocchia. |
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Stelvio
Beraldo
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