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L'IDONEITà AGONISTICA
Facoltà Scienze Motorie - Università degli Studi di Urbino Medicina dello Sport - A.U.S.L. RIMINI
Numerose sono le leggi emanate in Italia rivolte alla tutela sanitaria delle attività sportive a tutti i livelli:
Raccolte ed integrate nella successiva legge: D.M. 13/3/1995 "Tutela sanitaria degli atleti professionisti" che riguarda i tesserati del settore professionistico delle seguenti Federazioni:
Sono state promulgate leggi anche per la tutela di atleti in particolari situazioni di salute:
Affidato alla Medicina Sportiva è anche l'accertamento dell'idoneità al volo da diporto:
Il Ministero della Sanità, per adottare un comportamento normativo comune a tutte le Regioni ha emesso la Circolare 18/03/1996 n. 500.4: "Linee guida per un'organizzazione omogenea della certificazione di idoneità alla attività sportiva agonistica".
Gli atleti che debbono ottenere il CERTIFICATO DI IDONEITà SPORTIVA
AGONISTICA sono coloro che praticano attività sportive qualificate
AGONISTICHE dalle Federazioni sportive nazionali, dal CONI, dagli Enti di
propaganda sportiva riconosciuti (A.C.L.I., U.I.S.P. ecc.) e i partecipanti alle fasi
nazionali dei Giochi della Gioventù.
7 anni : hockey pista, moto minicross, pattinaggio artistico, tennis
tavolo;
In relazione alle varie normative regionali le strutture preposte al rilascio del certificato di idoneità agonistica possono essere: 1- Centri A.U.S.L. 2- Centri pubblici non A.U.S.L. 3- Centri privati convenzionati o accreditati 4- Specialisti convenzionati o accreditati
Il
rilascio della certificazione di idoneità alla pratica sportiva agonista è
demandato ESCLUSIVAMENTE al medico specialista in Medicina dello Sport
operante nelle strutture pubbliche o in quelle private autorizzate.
L'idoneità di tipo A può avere validità annuale o biennale
L'idoneità di tipo B ha validità annuale:
Per alcuni sport, sia per escludere la presenza di patologie specifiche che
potrebbero controindicarne l'avvio alla pratica, sia per escludere possibili
danni che la pratica intensiva di tali sport può potenzialmente causare, la
legge prevede poi ulteriori esami specialistici di protocollo. Ecco alcuni
esempi:
Quando, all'atto della visita di idoneità si verificano dei dubbi diagnostici, lo specialista può far ricorso ad altri accertamenti per escludere la presenza di patologie che possano controindicare l'attività sportiva. Il motivo più frequente di ricorso ad esami integrativi è quello cardiologico. In questi casi si può far ricorso a:
ESAMI CARDIOLOGICI DI SECONDO LIVELLO ESAMI CARDIOLOGICI DI TERZO LIVELLO
Nel caso lo specialista in Medicina dello Sport giudichi NON IDONEO l'atleta, questo ha diritto a ricorrere alla Commissione Regionale di Revisione delle Non Idoneità Agonistiche: una commissione, presente in ogni regione, formata da diversi specialisti che rappresenta quindi un giudizio "di appello" per eventuali non idoneità.
Vista la frequenza e l'importanza delle problematiche diagnostiche e valutative in cardiologia sportiva, varie associazioni e società scientifiche medico-sportive e cardiologiche hanno proposto una:
CLASSIFICAZIONE DEGLI SPORT IN BASE ALL'IMPEGNO CARDIOVASCOLARE (da: Protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico 1995 - Comitato Organizzativo Cardiologico per l'Idoneità allo Sport)
ATTIVITà SPORTIVE NON COMPETITIVE CON IMPEGNO CARDIOVASCOLARE MINIMO MODERATO Sono caratterizzate da attività di pompa a ritmo costante, frequenze sotto-massimali e caduta delle resistenze periferiche: Podismo o marcia in pianura, Sci gran fondo, "Footing" e "Jogging", Ciclismo in pianura, Nuoto, Canoa turistica, Trekking ATTIVITà SPORTIVE CON IMPEGNO CARDIOVASCOLARE DI TIPO NEUROGENO Sono caratterizzate da aumenti della frequenza e non della portata cardiaca, dovuti, soprattutto nelle competizioni, ad importante impatto emotivo:
1. con
incrementi medi-elevati della FC ATTIVITà SPORTIVE CON IMPEGNO CARDIOVASCOLARE DI PRESSIONE Sono caratterizzate da portata cardiaca non massimale, frequenza cardiaca da elevata a massimale e resistenze vascolari periferiche da medie ad elevate: Atletica velocità, Bob e Slittino, Ciclismo velocità, Pattinaggio velocità, Pesistica, Lanci e salti, Sci alpino (slalom, discesa, acrobatico), Sci nautico, Windsurf, Tennis Tavolo, Motocross, Alpinismo, Free climbing, Nuoto sincronizzato, Body building. ATTIVITà SPORTIVE CON IMPEGNO CARDIOVASCOLARE DA MEDIO AD ELEVATO Sono caratterizzate da numerosi e rapidi incrementi anche massimali della frequenza e portata cardiaca, con aumento delle resistenze periferiche particolarmente evidente nelle brusche interruzioni dell'attività muscolare degli arti: Calcio, Calcio a 5, Football americano, Rugby, Basket, Pallavolo, Pallamano, Pallanuoto, Canoa, Arti marziali, Lotta, BeachVolley, Ginnastica, Scherma, Pugilato, Pattinaggio artistico, Baseball, Hockey, Tennis, Squash. ATTIVITà SPORTIVE CON IMPEGNO CARDIOVASCOLARE ELEVATO Sono caratterizzate da attività di pompa con frequenza cardiaca e portata centrale e periferica massimali (condizionate nella durata dai limiti degli adattamenti metabolici): Atletica leggera (400 m - maratona), Canoa (500 m - maratona), Canottaggio tutte le imbarcazioni, Ciclismo (inseguimento, km fermo, MTB, ciclocross), Nuoto (100 m - maratona), Pattinaggio ghiaccio (500 m - 10000 m), Pattinaggio rotelle (500 m - 20000 m), Sci alpino (slalom gigante, super G), Sci fondo (15 - 50 km), Biathlon, Triathlon. |
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ULTIMO AGGIORNAMENTO PAGINA 31 MAGGIO 2003 |
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